Attenti ai druidi!
Cecilia
Gatto Trocchi
La
moda dei celti e dei druidi non demorde. Ad Ognissanti ne abbiamo fatto
un’indigestione a forza di presunte tradizioni “pagane“ e feste celtiche. Si
tira fuori Samaini e si ripete senza
documentazione che il cristianesimo avrebbe
trasformato questa festa in “Ognissanti”. In realtà la festa è stata
organizzata nell’Ottocento sulla spinta della moda horror.
Samain o Samuin è il nome di un
mese che corrisponde più o meno a Novembre: la festa è citata ma non descritta per
la prima volta in un testo irlandese detto prosaicamente La mucca grigia del 1100.
Sappiamo
molto poco dei celti, che non scrivevano, né leggevano. I druidi bevevano birra
mista a miele ed allucinogeni, e poi dicevano di sapersi trasformare negli animali della foresta. In
realtà i celti sono stati scelti per diffondere una mitologia di cui occorre
scoprire le origini.
Furono tutti riesumati nel fatidico anno 1717, lo
stesso della fondazione della Massoneria. Apparve allora il primo Ordine dei Druidi,
creato nella stessa taverna in cui si fondò la Grande Loggia Madre, nell’Apple Tree Pub. La moda della
magia celtica cominciò a farsi strada. Da allora in poi vi fu una pioggia di
finte leggende, si riesumarono miti su Mago Merlino, Stonehenge,
il potere magico dei calderoni e del Graal e ogni
sorta di falso storico. Le sette dei druidi si diffusero e oggi godono di
discreto successo. Intanto il poeta Macpherson
inventava un ipotetico bardo di cui pubblicò I canti di Ossian. Si trattò di un falso
clamoroso subito smentito da letterati e filologi.
Il neo-paganesimo celtico è votato esplicitamente a
combattere la tradizione greco-romana e il cristianesimo. Lo scopo finale è la
restaurazione delle dottrine, del paganesimo e della stregoneria chiamata “l’antica
religione”. E’ l’alternativa più radicale al cattolicesimo. Attraverso tali
sette, la moda dei celti sta diventando un culto. La falsa mitologia vive e si
rafforza nello spazio virtuale di Internet. Vi sono centinaia di siti che
propongono megaliti illuminati dalla luna, pentoloni ribollenti, druidi dalla
folta barba stile Asterix, falcetti per il vischio e
centinaia di modi per vedere il futuro.
Per entrare nel misterioso santuario di Stonehenge basta digitare il sito “Druid’s
Grove” e poi evocare i poteri delle divinità celtiche
e accedere al sapere segreto.
I siti propongono una mitica storia della religione
celtica, magia, leggende e racconti propinati come autentici e tutte le
procedure inventate su Samain…
Si insegna agli adepti che i malvagi cristiani negli
ultimi secoli dell’Impero Romano distrussero deliberatamente i segreti dei
druidi, privando l’umanità dei poteri magici. I segreti si mantennero nel folto
delle foreste e passarono di bocca in bocca, sotto il velame delle favole con
lupi parlanti, orsi bonari e fate potenti. Per fortuna oggi si può operare on line e tentare vari riti per
trasformarsi in cervi (con tutte le corna) come l’antico dio Cernunnus oppure in sfrenate puledre in calore come la dea Epona. I riti vengono svelati a pagamento con musica
gaelica, invocazioni a divinità dai nomi impronunziabili e purtroppo assunzioni
di misture a base di droghe. Il sito “Druid Fantasy” vende allucinogeni di vario tipo, capaci di far
volare come le antiche streghe sul gandus, il bastone
magico, diventato mestamente una scopa.
Il sito “Alleanza celtica” è italiano e si propone
di ricostruire l’antico paganesimo e premette in modo assolutamente ermetico di
“non avere nulla a che fare con le vicende negative”. A che cosa veramente si
riferiscono questi druidi di Pinerolo? Forse ai
sacrifici umani descritti da Giulio Cesare?
Tutti
gli storici seri affermano che mentre i greci accennano ai celti (detti anche galati), la fonte più autorevole
resta il De bello gallico. (Vedi: Alexander Demandt. I Celti. Bologna, il Mulino, 2003. T. G. Powell. I Celti. Milano, il Saggiatore, 1996. Jan Filip. I Celti. Roma, Newton & Compton, 1995).
Caio Giulio Cesare descrive usi, costumi e pratiche
del popolo che romanizzò al punto di far eleggere Senatori i capi delle tribù
alleate, gesto di una tale magnanimità che va attentamente considerato. Sarebbe
come se il Presidente degli Stati Uniti avesse mandato alla fine del 1945,
senatori giapponesi al Congresso…
Cesare riferisce che i celti avevano degli enormi
manichini di vimini intrecciati che riempivano di uomini vivi. Poi appiccavano
il fuoco e gli sventurati morivano tra le fiamme (De bello gallico, VI, 16). Per il dio Teutates
si annegava la vittima in una botte di birra, mentre Esus
– Marte gradiva che l’immolato fosse appeso ad un albero, ferito e lasciato
dissanguare. Molto apprezzate dal dio Taranis erano le
teste mozzate, disposte a cerchio sulle palizzate dei suoi templi di legno.
Anche trenta vittime venivano decapitate all’occorrenza. I cari druidi vaticinavano
il futuro dal modo con cui cadeva il corpo della vittima, dalle convulsioni e
dagli spasmi dell’agonia, dal colare del sangue. Se devo identificarmi con
qualche persona indoeuropea, preferisco le Vestali!!
L’Imperatore Tiberio che non era certo una mammoletta bensì un soldataccio cresciuto negli
accampamenti militari, disgustato dal persistere dei sacrifici umani, sciolse
la confraternita dei druidi. Ma la gente comune non se ne dolse, ben felice di
adottare la lex romana che almeno tutelava qualche
diritto. L’Imperatore Claudio concesse a tutti i galli la possibilità di
seguire il cursus honorum, la
carriera magistrale. Da allora essi furono tutti romanizzati e strenui
difensori dell’impero. La valorosa Legio britannica composta rigorosamente da celti, difese Roma
in varie province: Traiano la immortalò nella
Colonna.
Ma ad opera dell’esoterismo massonico i druidi sono
di nuovo tra noi.
Tra le sette più attive oggi potete scegliere una
vasta gamma di opzioni. C’è la Confraternita dei Druidi , Bardi e Ovati, la
Chiesa Celtica Riformata, e gli attivissimi Missionari Celtici. C’è poi il gran
druida Isaac Bonewits della Comunità neo-pagana
collegato con “La voce delle Streghe” e con la Wicca,
la più grande associazione di neo-stregoneria, neo-paganesimo e magia celtica,
gruppo che ho conosciuto da vicino. Pagando 150 sterline, fui dichiarata Veleda
(druida) a tutti gli effetti, durante un cerimoniale neo-pagano ad Hampstead. Il tempietto era colmo di simboli celtici e il
gran druida di turno, un panciuto reduce del movimento di contestazione del 68,
aveva in testa l’elmo con le corna e armeggiava con un falcetto d’argento. Era
femminista, si abbuffava di carne di cinghiale che per lui “era considerata
veicolo di immortalità”. Credeva nelle magie, metamorfosi, pietrificazioni e
voli notturni sulla scopa, purché alimentati da tè verde alla marijuana. Lascio
giudicare dal buon senso di ognuno.
Eppure i druidi servono, servono ad attaccare la
tradizione greco-romana e cristiana, a far circolare false idee sulla magia, a
proporre allucinogeni, ad allontanare dalla realtà per introdurre i giovani in
un mondo di illusioni e di menzogne condivise. Vorrei che ogni persona
scegliesse le sue opzioni a ragione veduta, conoscendone i significati e le
origini: siate druidi, ma sappiate che cosa significa. Mi rendo conto, si parva licet, che
stimolare la coscienza razionale era la velleità di Socrate, cosa che lo portò
diritto alla cicuta. Ma siamo in ballo, balliamo. Non le finte danze celtiche
inventate nell’800, ma il saltarello romano, erede dei sacerdoti Salii, e
celebriamo le nostre feste: chi vuol esser lieto, sia! Uniquique suum.