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INDULGENZA GIUBILARE

1. Il Santo Padre concede l'indulgenza plenaria per il Giubileo del 2000.

Il Santo Padre facendo ricorso all'autorità datagli da Gesù, afferma: "Interpretando il materno sentire della Chiesa, dispongo che tutti i fedeli, convenientemente preparati, possano abbondantemente fruire, lungo l'arco dell'intero Giubileo, del dono dell'indulgenza... Come successore di Pietro, chiedo che in questo anno di misericordia la Chiesa, forte della santità che riceve dal suo Signore, si inginocchi dinanzi a Dio e implori il perdono per i peccati passati e presenti dei suoi figli.

Tutti hanno peccato e nessuno può dirsi giusto davanti a Dio (cfr 1Re 8,46). Si ripeta senza timore: "Abbiamo peccato" (Ger 3,25), ma sia mantenuta viva la certezza che "laddove ha abbondato il peccato ha sovrabbondato la grazia" (Rom 5,20)...

Nessuno in questo anno giubilare voglia escludersi dall'abbraccio del Padre" (IM, nn. 10-11).

2. Cos'è l'indulgenza

Come dice la parola stessa, l'indulgenza significa l'Amore indulgente, cioè misericordioso, di Dio nei confronti dell'uomo peccatore. "L'indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati., già rimessi quanto alla colpa, remissione che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento della Chiesa, la quale, come ministra della redenzione, autoritativamente dispensa e applica il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei santi" (CCC, 1471).

In questa definizione del Catechismo vengono sottolineati questi punti.

L'indulgenza proviene dall'Amore Misericordioso di Dio che per mezzo di Gesù buon Pastore, ci viene a cercare, ci mostra il suo volto misericordioso, ci fa prendere coscienza del nostro peccato, suscita il pentimento, ci offre il perdono che equivale alla creazione di un cuore nuovo. E' Gesù stesso l'indulgenza e la propiziazione per i nostri peccati (cfr Gv 20,22-23).

Il peccato grave ha una duplice conseguenza: la privazione della comunione con Dio (pena eterna, l'inferno) e l'attaccamento malsano alle creature (pena temporale, disordine morale).

Al peccatore pentito Dio nella sua misericordia, ordinariamente mediante il sacramento della riconciliazione, concede il perdono dei peccati e la remissione della pena eterna.

Con l'indulgenza la misericordia divina arriva a condonare la pena temporale dei peccati confessati, fa superare le tendenze e i disordini lasciati in noi dal male commesso.

L'opera di riconciliazione avviene con la mediazione della Chiesa. I meriti di Gesù, della Vergine Maria, dei santi, costituiscono un tesoro grandissimo di grazia, che la Chiesa, per mandato di Gesù, può dispensare nei modi che ritiene più convenienti, allo scopo di promuovere la conversione degli uomini. Con l'indulgenza noi beneficiamo di questo tesoro e siamo chiamati a mettere a frutto, nella santità della vita, quello che riceviamo.

L'indulgenza ci ricorda che Dio è pronto, come ci testimonia il Vangelo, a condonare tutto e subito, quando decidiamo di aprire il nostro cuore a Lui.

L'indulgenza giubilare è detta plenaria perché è una grazia straordinaria che guarisce completamente l'uomo, facendone una nuova creatura. La Madre Speranza, piena di stupore, afferma che il Signore "perde la testa" dinanzi a un figlio prodigo pentito.

3. Condizioni per ottenere l'indulgenza

Per ricevere l'indulgenza giubilare, sono richieste le seguenti disposizioni, frutto della grazia e della libera disponibilità dell'uomo.

Questi atti sono:

Il pellegrinaggio ad una delle grandi Basiliche giubilari, a Roma, in Terra Santa e nelle Chiese designate in ogni Diocesi.

Nel visitare queste Chiese si richiede la partecipazione alla Messa, oppure ad un'altra preghiera: Lodi, Vespri, Via Crucis, Rosario, l'inno Akathistos, Adorazione o preghiera personale concluse col "Padre nostro", la Professione di fede, la Preghiera a Maria.

La visita e l'aiuto ai fratelli nel bisogno: infermi, carcerati, anziani, handicappati... Sono le opere di misericordia su cui saremo giudicati (cfr Mt 25). E' sempre necessario mettere in atto le condizioni sacramentali e di preghiera già dette.

L'astensione almeno durante un giorno, in spirito penitenziale, da consumi superflui (fumo, alcool, digiuno e astinenza), devolvendo una proporzionata somma di danaro ai poveri; sostenere con un significativo contributo opere di carattere religioso o sociale (bambini, giovani, anziani, stranieri); dedicare una congrua parte del proprio tempo libero a chi ne ha bisogno o alla comunità.

Alcune avvertenze: