Arcidiocesi di Cosenza
La Diocesi di Cosenza è una delle più antiche e importanti della Calabria anche se, fino al secolo XI, la documentazione, specialmente per fattori politici, è scarsa e non sempre storicamente attendibile. Diventa più dettagliata e autentica dal secolo XI con l'insediamento dei Normanni nell'Italia Meridionale. E' in questo periodo che Cosenza si stacca ecclesiasticamente sia da Salerno che da Reggio e assume il titolo, di Arcidiocesi e di Metropolia, ottenendo come suffraganea la Diocesi di Martirano, soppressa poi nel 1818 con il Concordato fra Pio VII e il governo borbonico. Anche la serie dei presuli che l'hanno governata, è nei primi tempi frammentaria e imprecisa. A partire però dalla medesima epoca normanna, si va sempre più delineando e dettagliando sia nella successione sia nell'operato di ciascuno di essi. Già nel secolo XI la Chiesa cosentina è alla ribalta della storia per il suo Arcivescovo Arnolfo che prende parte al primo Concilio Lateranense nel 1123; predica la prima Crociata, riuscendo ad organizzare un folto nucleo di Cosentini che combatterono sotto le mura di Gerusalemme alla conquista del Santo Sepolcro. Nel secolo XII nel movimento di riforma che agita la cristianità occidentale, sorge un'autentica figura che diffonde un fecondo movimento di ascetismo e di misticismo rinnovatore, tramite lo studio della Sacra Scrittura e l'istituzione di un ordine religioso, quello dei Florensi: Gioacchino da Fiore. E' un Arcivescovo cosentino, Luca Campano, che nel primo ventennio del secolo XIII, porta in alto il nome di Cosenza, con la sua opera di uomo di grande fiducia dei Pontefici Innocenzo III ed Onorio III, che lo incaricano di numerose e delicate missioni in tutto il Meridione. Il medesimo Arcivescovo inserisce Cosenza nel mondo dell'arte con la costruzione della Cattedrale, raro e prezioso esemplare dell'architettura gotico-cistercense. Quando Francesco di Assisi lanciò il suo messaggio e la sua opera, Cosenza fu una delle prime in Calabria che l'accolse e l'attuò. Uno dei suoi primi sette martiri: Ugolino da Cerisano apparteneva alla Diocesi di Cosenza. Tutto il secolo XV è dominato dall'ascetismo di un santo cosentino: Francesco da Paola. Nel secolo XVI Francesco da Zumpano attua una riforma, approvata dalla Chiesa, fra gli Agostiniani, costituendo una nuova Congregazione detta degli "Zumpani", che si diffuse in numerose parti della Calabria. Un'altra congregazione del ramo agostiniano, fu fondata nel secolo XVI da un altro cosentino di Rogliano, P. Bernardo Milizia che si denominò di "Collorito" dal nome della località, nei pressi del Pollino, dove sorse il Convento. Durante la celebrazione del Concilio di Trento il suo nome fu alla ribalta per la presenza di alcuni suoi figli gloriosi. Il cardinale Pietro Paolo Parisio, dottissimo giureconsulto, ordinario di Diritto all'Università di Padova prima e di Bologna e di Roma poi, fu inviato dal Papa Paolo III al Concilio di Trento. Gaspare del Fosso dell'ordine dei Minimi, nativo di Rogliano fu Arcivescovo di Reggio Calabria; Giannantonio Pantusa, dotto teologo, fu Vescovo di Lettere. La Riforma tridentina trovò la Diocesi cosentina all'avanguardia nella sua attuazione. Vi lavorò instancabilmente e intelligentemente una serie d'illustri Arcivescovi: Fantino Petrignani, Giovanni Evangelista Pallotta, insignito della porpora cardinalizia, Giovan Battista Costanzo. Fu fondato e organizzato il Seminario, fu potenziata l'opera degli antichi Ordini religiosi; furono chiamati quelli di nuova istituzione; si attese al rinnovamento del Clero, al riordinamento e all'incremento dell'istruzione religiosa per gli adulti e i bambini; allo sviluppo della vita devota e sacramentale. Furono organizzate opere di elevazione e di assistenza sociale per la gente del popolo; furono celebrati numerosi Sinodi diocesani e provinciali. Cosenza è stata un epicentro di moti rivoluzionari e una roccaforte della Massoneria. Sotto il presulato di Mons. Sorgente nacque e sotto quello di Mons. Trussoni si sviluppò il movimento cattolico operaio nella luce della "Rerum novarum" per merito del Sac. Carlo De Cardona. Gli operai e i contadini furono per la prima volta nella storia della Calabria, efficientemente organizzati e cristianamente evangelizzati nei problemi politico-socio-economici. Sorsero Leghe Operaie e Contadine, Casse Rurali, Cooperative di ogni genere, che apportarono non solo vantaggi di ordine socio-economico-politico, ma anche religioso e morale. Sullo scorcio degli anni venti furono fondate due Congregazioni, oggi ufficialmente approvate dall'Autorità ecclesiastica: gli Adorini e le Suore Minime della Passione. I primi per opera di D. Gaetano Mauro, parroco di Montalto, che attendono alla catechizzazione delle campagne; le seconde, per opera di Suor Elena Aiello, anch'essa di Montalto, attendono ad ospitare le bambine abbandonate educandole alla fede e a un domani sociale. Negli anni dopo la II guerra mondiale, la Diocesi avanza su un piano di aggiornamento e di sviluppo in ogni suo settore. Di grande rilievo l'importanza data all'azione pastorale sia a quella d'insieme sia a dei singoli settori: Azione Cattolica, Catechesi, attività sociali e culturali. Alle Parrocchie provenute dalla Diocesi di Tropea nel 1963 si sono aggiunte nel 1973 quelle provenienti da Nicastro. C'è stato un potenziamento dell'opera delle vocazioni, con un'azione capillare di sensibilizzazione in tutte le Parrocchie e l'istituzione di un Seminario interdiocesano; è cresciuta la vita parrocchiale con Corsi di Missione, la ristrutturazione delle Foranie, la composizione dei Consigli Pastorali non solo nel centro diocesi, ma anche nelle singole parrocchie. Sono state create nuove Parrocchie a Cosenza città e in periferia. Ha avuto inizio la pastorale universitaria, in rapporto al funzionamento della nuova Università residenziale della Calabria, ubicata in territorio di Rende. L'Arcivescovo, Mons. Enea Selis è stato nell'anno 1978 nominato Amministratore Apostolico delle Diocesi unite di S. Marco e Bisignano. Per la prima volta nella sua storia millenaria, la Diocesi di Cosenza ha ottenuto un Vescovo ausiliare Mons. Augusto Lauro. Evento storico recentissimo è anche la nomina a Cardinale di S.R. Chiesa del sacerdote cosentino, Mons. Giuseppe Sensi, già nunzio apostolico in Portogallo.
Il periodo in cui si presume sia stata fondata la Diocesi di Bisignano è troppo povero di documentazione per poter stabilire con precisione la data della sua erezione. Possiamo ritenere attendibile l'ipotesi che essa sia stata istituita tra la fine del secolo VII e gli inizi del secolo VIII, subentrata in parte a Thurii, antica Diocesi di cui non si hanno più notizie dal 680. Che la Sede Vescovile non sia anteriore al secolo VIII, sembra essere confermata anche dal fatto che essa è ricordata solo nella Notitia III, e non prima, dei cataloghi Synecdemus risalenti al tempo di Leone VI (886-911), dove risulta essere fra le tredici Diocesi suffraganee della Metropolia di Reggio. Il nome del primo Vescovo è documentato solo nel 743, anno in cui Auderamus Episcopus Bisuntinus, insieme a Pelagio Vescovo di Cosenza, partecipa al Sinodo convocato a Roma da Papa Zaccaria (741-752). La Diocesi di Bisignano si può, quindi, ritenere di origine latina e anteriore alla Notitia III e ciò perché le Diocesi della Valle del Crati appartenevano all'Eparchia del Bruzio che si manteneva latina in quanto sottoposta alla giurisdizione dei Longobardi. In seguito alla grave contesa scoppiata fra il Papa Gregorio II e l'Imperatore d'Oriente Leone III l'Isaurico, originata dalla pubblicazione nel 720 dell'editto con il quale si proibiva il culto delle sacre immagini (eresia degli iconoclasti), furono confiscati i beni della Chiesa, mentre tutte le Diocesi della Calabria, della Sicilia, della Puglia e dell'Illirico vennero aggregate da Costantino Copronimo, figlio dell'Isaurico, al Patriarcato di Costantinopoli. Le Chiese di Calabria, tradizionalmente latine, dovettero rompere bruscamente i rapporti con la Sede Apostolica. Nella seconda metà del secolo X Bisignano fu aggregata a Reggio da Niceforo Foca, imperatore bizantino dal 963, il quale dopo aver riconquistato la Calabria e scacciato i Longobardi della Valle del Crati, impose il rito bizantino alle Diocesi di Bisignano e Cosenza. Ma l'aggregazione al Patriarcato di Costantinopoli non durò a lungo, infatti nel 983 Bisignano fu assegnata da Benedetto VII alla Metropolia latina di Salerno come sembrano confermare le successive bolle papali che vanno dal 989 al 1058, dove risulta menzionata ancora fra le suffraganee di Salerno. La posizione della Diocesi di Bisignano, unitamente a quella di Cosenza, risulta essere contraddittoria fino al secolo XI, in quanto dalle fonti greche risulta dipendente da Reggio, mentre da quelle latine risulta essere dipendente da Salerno. Ciò era sicuramente dovuto al fatto che la cittadina era posta a metà strada tra le due Chiese Metropolitane, aspetto che la caratterizzava come diocesi di frontiera e questo permetteva ai vescovi di avere anche una certa libertà nell'amministrare il proprio distretto. D'altra parte, sin dai tempi del ducato longobardo di Arechi (590-640), Bisignano aveva costituito all'incirca il confine tra il dominio longobardo e quello bizantino. Con ogni probabilità, dunque, la Diocesi di Bisignano, pur risultando nominalmente alle dipendenze dell'una e dell'altra Chiesa Metropolitana, non era soggetta a nessuna di esse, tant'è che con il passare del tempo si renderà autonoma insieme a Cosenza e a Malvito. Dopo il concordato di Melfi che avviò il recupero all'obbedienza romana delle chiese meridionali, la Diocesi di Bisignano, retta da Paschasius, primo vescovo normanno, fu dichiarata immediatamente soggetta alla Sede Apostolica e come tale è ricordata nel Liber Censuum della Chiesa di Roma, in cui si dice che la Diocesi di Bisignano "est Domini Papae". Notizie più dettagliate e precise circa i confini, i possedimenti e l'amministrazione della Diocesi si hanno a partire dal secolo XIII, periodo in cui fu redatta la Platea del Vescovo Ruffino (1264-1269). La presenza in Bisignano di monasteri basiliani e latini, chiese parrocchiali, chiese rurali e luoghi culturali, ricordati prima nella Platea di Ruffino (1269) e menzionati successivamente nei numerosi documenti di provenienza o natura ecclesiastica, dimostrano un'intensa e continua vita religiosa. A causa della legge eversiva della feudalità (2 agosto 1806), con la quale insieme ad altri provvedimenti abrogativi, furono espropriate le terre ecclesiastiche, in Bisignano con decreto del 7 agosto 1809 furono soppressi i Monasteri dei Domenicani, dei Cappuccini, dei Conventuali, dei Paolotti, dei Riformati e il Terz'Ordine di Santa Maria delle Grazie. Il 27 giugno 1818 con la bolla De utiliori, di Pio VII, la Diocesi di Bisignano è stata unita a quella di San Marco Argentano, aventi sia l'una che l'altra gli stessi diritti e doveri. Successivamente il 4 aprile 1979, la Diocesi di Bisignano resasi autonoma, è stata unita all'Arcidiocesi di Cosenza con cui costituisce un'unica Chiesa particolare.
Il primo periodo di governo episcopale di S.E. Mons. Dino Trabalzini, che - come si ricorderà - prese possesso dell'Arcidiocesi di Cosenza e della Diocesi di Bisiganano il 10 Maggio 1980, è stato annotato nell'Annuario Interdiocesano, edito in occasione della storica visita del Sommo Pontefice Giovanni Paolo Il in Calabria e a Cosenza il 5-6-7 ottobre 1984. Di essa si conserverà graditissimo ricordo, che Cosenza ha voluto rendere visibile e duraturo facendosi carico dell'esecuzione dei restauri interni ed esterni del Duomo: edificio sacro di stile gotico-romanico-cistercense del XII secolo, monumento tra i più insigni dell'Italia Meridionale. Nel presente Annuario, che vede la stampa nel 1988, vengono registrati gli avvenimenti e le opere realizzate durante il successivo periodo di vita Diocesana In primo luogo viene evidenziata la " Fondazione S. Carlo " in contrada Tocci di Rende: imponente edificio che comprende il Nuovo Seminario, la Casa per il Clero e per i Sacerdoti Anziani e un grande moderno Auditorium, intitolato al Pontefice Giovanni Paolo II, a ricordo della sua visita a Cosenza nel corso della quale benedisse la prima pietra per l'erigendo complesso, il quale è ormai in via di completamento. Altri avvenimenti ed innovazioni di rilievo storico sono stati: il Nuovo Assetto delle Parrocchie, l'erezione nell' Arcidiocesi dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose, ottenuta con Decreto della S. Congregazione per l'Educazione Cattolica e sponsorizzato dalla Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale, per il conseguimento di adeguato titolo accademico e per la preparazione degli operatori pastorali (31 luglio 1986). Per quanto riguarda il nuovo assetto delle Diocesi, con Decreto della S. Congregazione per i Vescovi del 30 settembre 1986 e omologato dal Governo Italiano in data 24 aprile 1987, la Diocesi di Bisignano, ch'era unita " aeque principaliter " a quella di Cosenza è stata definitivamente unificata con quella di Cosenza, e assume la denominazione nuova di Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano. Quanto poi alla strutturazione nuova data alle preesistenti 201 parrocchie di Cosenza-Bisignano si rileva che ne sono state erette 125, con Decreto vescovile e dallo Stato riconosciute Enti-Parrocchie con personalità giuridica in data 30 luglio 1987. In conseguenza dell'accorpamento di due o più piccole parrocchie preesistenti, alcune di queste sono state affidate " in solido " ai parroci ai quali erano affidate autonomamente prima del nuovo assetto, usufruendo per esse della norma sancita dal can. 517 del C.I.C., relativa a parrocchie molto estese o molto popolate. Altro fatto importante da rilevare è stato la costituzione dell'Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero, con Decreto del Vescovo e con il riconoscimento di Ente da parte dello Stato, organismo indispensabile a seguito dell'ultimo Concordato tra la S. Sede e l'Italia e l'estinzione dei Benefici ecclesiastici e delle così dette Congrue, che dava lo Stato ai Parroci. Tra le attività pastorali dell'Arcivescovo relativamente a questo periodo dev'essere notata la prima Visita Pastorale alla Diocesi in maniera rispondente alle esigenze dei tempi e le mutate condizioni socio culturali ed ambientali. Indetta l'11 aprile 1982, si svolgeva in tre fasi: a) preparazione in due anni 1983-1984; b) visita alle comunità, in due anni 1985-87, in gran parte svolta attraverso incontri interparrocchiali o settoriali; c) verifica o Seconda Visita Pastorale che seguirà dall'ottobre 1988. Frutto importante, insieme ai Convegni annuali di settembre, un impegno ed una tradizione, un, importante convegno residenziale a Paola, 14-15-16 marzo 1986, per realizzare un Piano Pastorale 86-90. Il Piano Pastorale è stato promulgato nel settembre dello stesso anno; si articola su "cose da realizzare in ogni parrocchia", secondo i piani della Chiesa ch'è in Italia, a "partire dai giovani" in vista di un Sinodo negli anni 90, che porti la Chiesa di Cosenza-Bisignano nel terzo millennio.