Diocesi di Ventimiglia - San Remo
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La Valle di San Romolo
 
La cartina della Diocesi
San Romolo è un luogo caro agli abitanti della città di Sanremo. La tradizione vuole che, tra la fine del VII e l'inizio dell'VIII secolo, sia giunto nella città l'eremita Romolo il quale si ritirò a vivere in solitudine in una grotta, in lingua locale chiamata «barma», sulle pendici occidentali del monte Bignone. Il luogo dove il santo visse e morì è ancora oggi venerato dalla popolazione che la domenica seguente iI 13 ottobre, giorno della morte di San Romolo, affolla la località e dà vita a una grande sagra della castagna. Si arriva a San Romolo seguendo la strada sul fianco di sinistra della valletta percorsa dal torrente omonimo. Si viaggia in mezzo al consueto paesaggio delle colline di Sanremo, coperte quasi interamente di serre e di vasche per la riserva d'acqua. Man mano che si sale (San Romolo è a venti chilometri dalla città, a 786 metri) le colture protette si diradano e compaiono macchie, poi boschi degradati dall'abbandono e dagli incendi. Il territorio attorno all'eremo è meglio conservato. Si passa davanti alla cappella costruita sulla «barma» del Santo, dove si trova una statua marmorea datata 1666 raffigurante l'eremita, adagiato nel sonno della morte, e si arriva su un piazzale, in prossimità della chiesa-santuario e di un'area attrezzata per il tempo libero.

Vi sono castagni giganteschi; di uno di essi, donato dai proprietari del fondo al WWF, viene indicata su un cartello la data di nascita, compresa tra il 1200 e il 1250 d.C.: la circonferenza misura alla base m 5,55.

A San Romolo la strada si biforca: a destra sale al passo di Ghimbegna e a Baiardo, ma una diramazione conduce al monte Bignone dove si trovano i resti del castellaro preromano (VI-V secolo a.C.) e da dove si domina la costa dell'estremo Ponente ligure e tutto il territorio di Sanremo: verso Nord il colpo d'occhio sulle cime delle Alpi Liguri è superbo. A sinistra la strada valica, dopo pochi chilometri, la linea spartiacque e correndo in diagonale sul versante settentrionale del monte Gaggio (m 1090), sulla cui cima si trovano i resti di un castellaro preromano, si dirige su Perinaldo.
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