Diocesi di Ventimiglia - San Remo
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La Valle Roja
 
La cartina della Diocesi
«Una fenditura profonda centinaia di metri, tortuosa, imprevedibile, ricca di acque e di foreste e allo stesso tempo selvaggia e civile, feroce e soave, alpestre e marina». Così Mario Soldati in un appunto di viaggio in vai Roja nel marzo 1965. Non si può dargli torto, perché tra le valli del Ponente ligure quella del Roja per tre quarti della sua estensione in territorio francese, offre al visitatore una sequenza continua di spettacolari paesaggi e orizzonti botanici continuamente variati.

In questa valle si incontrano e si fondono due climi: il mediterraneo e l'alpino. Così, chi penetra in val Roja dal Piemonte attraverso il colle di Tenda, già a Saint Dalmas, nel cuore della regione alpina, incontra i primi uliveti. Anche questo aspetto della valle annotava nel suo taccuino Mario Soldati: «Non c'è altro luogo che unisca così strettamente le Alpi e il Mediterraneo: dove, per un certo tratto, due nature e due climi quasi contrari tra di loro si sovrappongano e quasi si confondano altrettanto armoniosamente».

Il bacino imbrifero della val Roia è molto esteso, confluendo in esso, sia dal versante di destra sia da quello di sinistra numerosi torrenti, che formano altrettante valli profondamente incuneate nel territorio alpino. A monte di Ventimiglia, dalla sponda di destra, in prossimità dell'abitato omonimo, affluisce nel Roja il Bevera, dal corso lungo e tormentato. Forma una valle che nel versante italiano è percorribile in auto solo fino a Torri ed è dominata a Ovest dal monte Grammondo (m 1378), montagna calcarea, frantumata in creste e picchi biancastri, segnata da dirupi e da ghiaioni dovuti allo sfasciume delle rocce. Il Grammondo è di natura dolomitica, tranne che nel manto boscoso, formato da pini d'Aleppo, lecci arbustivi, eriche, ginepri, belle macchie di verde intenso e perenne, stagliate contro il bianco delle rocce calcaree. Nel versante a Nord, verso il paese di Olivetta San Michele, sul confine francese, il pendio della montagna è rivestito di lecci, misti a pini silvestri. Tra i fiori è possibile vedere una delle più vistose e straordinarie piante delle Alpi liguri: la Paeonia officinalis. Dal punto di confluenza nel Roja è possibile risalire la val Bevera per qualche chilometro. Si incontra dapprima il paese di San Pancrazio, diviso in borgate, poi Torri, centro di notevole interesse architettonico, per i nuclei di case strette le une alle altre, che quasi si proiettano all'improvviso contro lo sfondo di monti. Oltre Torri non è possibile risalire in auto la valle. Dopo la confluenza del Bevera, la val Roja si chiude a poco a poco e compare l'ultimo consistente centro storico in territorio italiano: Airole, arrecato su uno sperone di monte, a controllo di traffici e passaggi lungo la valle.
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